Depressione e ansia

Sei depresso se non riesci ad alzarti dal letto la mattina per iniziare la tua giornata, mangi troppo o troppo poco, non provi piacere a fare cose che ti sono sempre piaciute, non vedi l’ora che la giornata finisca, ti senti sempre stanco e senza energie, dormi troppo o troppo poco, ti sembra nel tuo futuro ci siano solo cose brutte, ti senti un fallito, senza scopo nella vita, piangi spesso o non riesci a piangere anche quando ti sembrerebbe giusto farlo.

Avere una sola o molte di queste caratteristiche non significa automaticamente che tu sia depresso: perché questo sia vero meno devono essere presenti da diverse settimane o mesi e devono renderti difficile mantenere le tue abitudini (lavoro, sport, hobby, relax) e le tue relazioni (sentimentali, di amicizia, lavorative, familiari).

A volte capita di essere depressi perché ci è successo qualcosa di brutto, come la morte di una persona cara, un problema economico o di lavoro, la fine di una relazione importante, una malattia.

Altre volte ci sentiamo depressi anche se sembra non esserci accaduto niente di negativo, e spesso questa è la condizione peggiore, perché ci sentiamo sbagliati, come se non avessimo diritto di sentirci tristi e disperati non essendoci una ragione evidente per esserlo (“Ho tutto per essere felice e non lo sono, c’è qualcosa che non va in me, sono ingrato e irriconosciente, cosa dovrebbe dire allora chi sta male per una vera ragione”).

La depressione non è solo una forte tristezza, che comunque è un’emozione: sentirsi depressi può significare non sentirsi in grafo di sperimentare nessuna emozione, sentirsi spenti, vuoti.

Altre volte la depressione porta con sé ansia, paura, agitazione, come se stesse per succedere qualcosa di brutto e ci sentissimo impotenti e vulnerabili.

Nascondere la depressione e fingere di stare bene indossando una maschera sorridente, sforzandoci di continuare a fare le cose che abbiamo sempre fatto peggiora sempre le cose.

Parlare con una persona di cui ci fidiamo, chiederle di aiutarci a cercare uno psicologo con cui trattare queste difficoltà è necessario.

In psicoterapia è possibile capire le cause della nostra sofferenza, ci fa sentire meno soli e senza speranza, ci aiuta a trovare delle soluzioni.

Se ti senti male e hai il dubbio di essere depresso puoi compilare il –test– o chiedere un colloquio.

Depressione
La depressione può essere superata

DBT e ansia

La DBT o Terapia Dialettico Comportamentale è una psicoterapia creata da Marsha Linehan per il trattamento del Disturbo Borderline di Personalità.

Si basa su colloqui individuali e incontri di gruppo (skills training) in cui le persone imparano una serie di abilità che le renderanno più capaci di gestire pensieri difficili, emozioni disregolate, comportamenti impulsivi e problemi nelle relazioni con gli altri.

Per chi soffre di ansia la DBT può essere utile perché molte persone ansiose entrano in cicli di evitamento, rimuginio o lotta continua contro le emozioni spiacevoli. Le abilità di mindfulness e tolleranza della sofferenza aiutano a ridurre la tendenza a reagire impulsivamente all’ansia e a restare in contatto con l’esperienza senza esserne travolti.

Per chi soffre di depressione la DBT può essere utile perché spesso la depressione si accompagna a evitamento, passività, autocritica e difficoltà nella gestione delle emozioni. La DBT lavora sia sull’accettazione del dolore emotivo sia sul cambiamento di comportamenti che mantengono il problema, aiutando la persona a interrompere schemi di ritiro e impotenza.

Un aspetto interessante è che la DBT considera molti comportamenti problematici non come sintomi di una malattia, ma come tentativi di adattamento che hanno funzionato in qualche momento della vita, ma che oggi hanno un costo elevato. Questo riduce colpa e autocritica e promuove la motivazione alle cure.

La DBT può essere utile nella gestione dell’ansia

La DBT può aiutare nella gestione dell’ansia

Psicologo o Psichiatra?

Psicologo o psicoterapeuta (laureato in psicologia) se senti di poter riuscire ad affrontare con qualcuno le tue difficoltà, cioè se l’ansia, gli attacchi di panico o la depressione non sono così paralizzanti da impedirti di alzarti dal letto, uscire di casa (anche chiedendo aiuto a qualcuno), parlare con uno specialista dei tuoi problemi.

Nel caso in cui tu non riesca, lo psichiatra (laureato in medicina) può valutare una terapia farmacologica che ti renda possibile avviare un percorso psicologico.
Se sei minorenne il medico adatto per te non è lo psichiatra, ma il neuropsichiatra infantile. Altre figure di medico, come il neurologo, si occupano di altri disturbi, quindi per ansia, panico, depressione non ti sarebbero utili.

Come vedi psicologo e psichiatra non sono figure alternative, ma complementari, cioè collaborano per il tuo benessere.

Psicologo o psicoterapeuta?
Lo psicoterapeuta è solitamente uno psicologo che dopo la laurea si è specializzato nella cura della sofferenza emotiva, quindi se stai male è allo psicoterapeuta che dovresti rivolgerti.
Esistono diversi tipi di psicoterapeuta: cognitivo-comportamentale, psicoanalista, sistemico familiare e così via.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è quella che si è dimostrata più efficace nella cura di ansia, attacchi di panico e depressione.

Psichiatra con paziente ansioso.

Per l’ansia è meglio lo psicologo o lo psichiatra?

Cos’è la mindfulness

La mindfulness è una tecnica terapeutica recente che deriva dalla meditazione.

Se stai pensando “meditazione vuol dire rilassarsi, essere “zen”, e a me questo innervosisce ancora di più invece di rilassarmi” hai ragione, probabilmente la mindfulness ti è stata proposta senza farti davvero capire di cosa si tratta.

Nella mindfulness l’obiettivo non è rilassarsi, ma allenarsi a dirigere la nostra attenzione dove desideriamo che stia.

Esempio semplice: se sei bloccato nel traffico e inizi a rimuginare su un problema che hai sul lavoro, e inizi ad andare in ansia, cercare di spegnere l’ansia di distrarti da quei pensieri ti farebbe stare ancora peggio. La mindfulness, grazie a una serie di esercizi, ci aiuta a imparare ad accorgerci quando stiamo rimuginando e a focalizzarci su qualcosa che ci aiuti a tornare con l’attenzione al momento presente. Perché mentre sei nel traffico il tuo capo antipatico non è lì con te, sei tu a portarcelo concentrandoti su di lui, e a stare male per questo.

Riprendere il controllo della tua mente ti aiuterà a sentirti più forte e meno vittima delle cose che ti succedono, trattandoti con più gentilezza, rispetto e attenzione.

Come vedi non c’entra nulla con lo sforzarsi di essere più tranquillo o “zen”.

Tecniche di mindfuless e meditazione per ridurre lo stress.

La meditazione e la mindfulness possono migliorare ansia e depressione?

Lo sport migliora l’ansia?

Sì, ma con una precisazione.

Lo sport accelera il ritmo del respiro, il battito cardiaco, la sudorazione, tutte cose che condivide con l’attacco di panico. Per questa ragione molte persone ansiose non riescono più a fare sport, in alcuni persino fare un piano di scale o fare sesso ricorda le crisi, e rischia di scatenarle.

Il riavvicinamento al sport, quindi, deve avvenire con gradualità, e solo una volta superata le fasi più difficili: insistere nel momento sbagliato può essere deleterio.

Anche il tipo di sport dev’essere valutato con cura, senza dare per scontato che una cosa che è stata utile in passato, o a qualcun altro, funzioni ora per me.

Lamindfulness(una tecnica di terapia che deriva dalla meditazione) può dare una mano a riavvicinarsi allo sport nel modo più efficace: con gradualità, gentilezza e rispetto dei propri ritmi, senza forzature o irrigidimenti.

Lo sport può aiutare chi soffre di ansia, panico e depressione
Lo sport aiuta a superare l’ansia?

Cosa fare quando ho un attacco di panico

Niente.

Quando hai una crisi di panico l’unica cosa che puoi fare è aspettare che passi.

La buona notizia è che passa sempre, di solito nel giro di massimo 20 minuti, spesso molto prima.

Certo, è orribile, ci si sente così male che in quei momenti sembra impossibile che passi, e sentirci impotenti rispetto a queste sensazioni è terribile, ma cercare di stare meglio in quei momenti può farci stare solo peggio.

Se sto guidando accosto e mi metto in sicurezza, se sono in pubblico cerco uno spazio riservato, anche una toilette va bene. Nonostante la nostra mente ansiosa sostenga il contrario, non esistono situazioni in cui non ci si possa ritirare e aspettare che il peggio sia passato.

Persino un ansiolitico in quei momenti non serve, quelli che fanno effetto prima entrano in gioco che la crisi è già passata.

In realtà più che sul momento di crisi, possiamo lavorare sui momenti che precedono e che seguono le crisi.

Spesso gli attacchi di panico sono provocati proprio dalla paura che arrivino: riconoscere che non ci hanno mai ucciso o fatto definitivamente impazzire, quindi è molto improbabile che ci riescano oggi, può essere risolutivo. Evitare quindi che i nostri muscoli inizino a irrigidirsi e che il respiro acceleri, può evitare che l’escalation avvenga.

Con il tempo si scopre che persino il giudizio degli altri non è così intollerabile, che alla maggioranza non interesserà affatto quello che ci sta accadendo, e che se anche dovesse interessargli, non significa che questo mi danneggerà come temevo.

Nei momenti successivi l’attacco di panico, che mi avrà lasciato esausto e provato, posso prendermi di me, del corpo e della mente. Dopo l’attacco dei Dissennatori persino Harry Potter mangia un pezzo di cioccolato per riprendersi: mangiare una cosa buona, farsi un bagno caldo, chiedere a qualcuno di starci accanto, potrebbero aiutare.

Attacco di panico con sintomi come cuore in tumulto, sudorazione e paura intensa.

Cosa devo fare quando ho un attacco di panico?

Cos’è un trauma?

Un trauma è un’esperienza in cui la vita o il benessere, nostro o di una persona cara, sono messi a repentaglio.

Può trattarsi della diagnosi di una malattia del corpo o della mente, un incidente, la morte di un amico, un abuso fisico, sessuale, o emotivo, un fallimento economico o professionale, una catastrofe naturale come un terremoto o un’inondazione, un’aggressione subita…

Un’esperienza drammatica, però, non è detto che rappresenti per noi una trauma. Perché questo accada spesso è necessario aver avuto la sensazione di essere vulnerabili, impotenti e soli.

Questo significa che non sono le nostre esperienze a definirci, ma il significato che noi gli attribuiamo, e l’aiuto che gli altri ci offrono per elaborarle.

Quindi anche la psicoterapia assolve un ruolo fondamentale, come un’esperienza correttiva in grado di aiutarci a “digerire” traumi anche lontani nel tempo.

L’EMDR è una delle terapie create a questo scopo, che permette di ridurre il senso di fragilità, la solitudine e il dolore prodotti dalle esperienze traumatiche.

I traumi possono essere superati con alcune varianti della psicoterapia.

Il ricordo delle esperienze traumatiche possono causare ansia e panico

L’ansia è una malattia? Guarirò?

Risposta breve: no, non è una malattia, ma può diventarlo. E sì, quando diventa una malattia si può guarire.

Risposta lunga: l’ansia è un’emozione, non è né giusta, né sbagliata.

Ma soprattutto l’ansia non è una malattia, non è un sintomo.

L’ansia è una reazione che il corpo e la mente attivano quando percepiscono una minaccia.

Il problema è che, a differenza della paura in cui la minaccia è evidente, nell’ansia il pericolo è spesso difficile da mettere a fuoco.
”Sentiamo” che c’è qualcosa che non va, ma non si sappiamo dire cosa sia.

Questa condizione di tensione provoca in noi una violenta reazione fisica (il cuore batte forte, il respiro diventa affannoso, sudiamo freddo, le gambe devono muoversi, vertigini, derealizzazione, insonnia…).

Spesso l’ansia ci porta a rimuginare su quelle che temiamo essere le nostre difficoltà. Se questi rimuginii durano abbastanza a lungo l’ansia può aumentare così tanto da diventare panico.

Durante un attacco di panico possiamo perdere a tal punto il controllo su corpo e mente da temere di poter impazzire, di avere un attacco cardiaco o di morire.

A volte la mente “stacca la spina” con la derealizzazione a causa del sovraccarico dato dall’ansia: ci si sente confusi, spenti, assenti.

Altre volte la soluzione che la mente adotta è l’evitamento: se l’ansia aumenta in autostrada, al supermercato, ad una cena, eviterò queste situazioni allora scopo di sentirmi al sicuro.

Il problema dell’evitamento, però, è che quella sicurezza momentanea è molto costosa: più evito più mi sento debole, e meno avrò occasione di scoprire che spesso le mie paure sono infondate.

A volte le ansie dipendono da esperienzetraumatichevissute nel passato (un incidente automobilistico, il morso di un cane, una malattia, un maltrattamento subito). Queste situazioni sono particolarmente delicate e devono essere trattate tempestivamente dallo specialista.

In alcuni casi i farmaciposso essere d’aiuto, ma solo se servono a rendere possibile lapsicoterapia.

Se hai il dubbio di soffrire di un disturbo d’ansia, depressione o attacchi di panico puoi fare il nostrotest.

Se vuoi puoi avere piùinformazioni su di meo vederedove ricevo.

L’ansia e il panico possono essere causati da rimuginio, autocritica, perfezionismo e timore del giudizio

L’ansia è una malattia? Si guarisce?